Bloodlands PbEM

Magnifico gioco di ruolo in formato Play by E-Mail...giunto al suo quarto anno di attività!
 
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 Caratteristiche

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AutoreMessaggio
Erik il Rosso
Locandiere ciccione
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Numero di messaggi : 380
Età : 43
Localizzazione : Lucca
Data d'iscrizione : 14.09.07

Scheda PG
Punti esperienza:
7/100  (7/100)
Health Points:
0/133  (0/133)
Magic Points:
0/394  (0/394)

MessaggioOggetto: Caratteristiche   Sab Set 22, 2007 9:00 am

nome: DANEL MAWYN
razza: umano
professione: avventuriero
sesso: M
età: 21
allineamento: Caotico neutrale.

aspetto: Alto 180 cm slanciato, movimenti agili e fluidi, muscolatura giovanile, Capelli castani medio lunghi, sottile pizzetto che incornicia la bocca e il mento, occhi azzurro pallido quasi grigio che trasmettono sicurezza e intelligenza, lineamenti sottili, affascinante.

carattere : Diplomatico,carismatico, bugiardo, meschino, avido, infido. La sua meta è il guadagno, qualsiasi cosa lui faccia è incentrato su questo, può rivelarsi gentile e amoroso o meschino e insensibile l'importante è che ogni sua azione abbia un tornaconto. Non è uno sprovveduto, al guadagno lega sempre la sua sicurezza, è sconveniente rischiare la propria vita per qualsiasi tipo di ricompensa, un cadavere non ci fa niente con la ricchezza. Ogni volta che fa una nuova conoscenza si mostra gentile e rispettoso, per quel che se ne dica è la prima impressione quella che conta e nessuno ti offrirà mai qualcosa se non si fida di te. La tattica è semplice, prima acquisti la sua fiducia e la sua simpatia e se ne vale la pena lo assecondi, a patto di mantenere la propria dignità, le umiliazioni rendono impopolari e ridicoli, quando ti avrà messo in mano la sacca piena di denari potrai anche sparire e dimenticarti di lui, a meno che la sua compagnia non sia un ulteriore fonte di guadagno. L'importante e che i tre aspetti fondamentali siano completi 1-vita 2-dignità 3-ricchezza il resto non conta.
Si definisce un predatore di uomini e di ricchezza, in effetti il suo modo di agire e proprio di un cacciatore

storia: Il ragazzo camminava solo lungo la strada, proseguiva con passo tranquillo, i suoi vestiti mostravano i segni di un viaggio iniziato da neanche un giorno, il mantello marrone da viaggio era quasi intonzo ed anche i suoi vestiti, stivali morbidi e comodi dello stesso colore del mantello, pantaloni di quache stoffa di bassa qualità di color verde opaco, e la maglia anch'essa verde ma più scura erano puliti e in buone condizioni. Una cosa tra tutte spiccava particolarmente, l'arco lungo che portava sulla schiena, per il resto viaggiava abbastanza leggero,l'unico bagaglio era una sacca di cuoi che portava a tracolla e ricadeva sul fianco destro. Nessuno poteva immaginare cosa quel giovane, affascinante e tranquillo, stesse pensando in quel momento...

Finalmente libero... ero stufo di loro, non ne potevo più di vivere nella mediocrità, ma come fanno a non rendersi conto che una vita del genere non porta a nulla... è meglio dimenticarli e iniziare a vivere, sono rimasto con i miei genitori il tempo necessario e fino al limite della sopportazione, ma ora basta.
L'utilità di mio padre è stata di insegnarmi a cacciare e a trattare con le bestie, ma ho capito da solo che tale arte può essere adoperata in modo migliore e assai più proficuo, la pazienza, il sotterfugio, l'assecondare, la falsa amicizia hanno tanta efficacia sulle bestie quanto sugli Uomini, si proprio su di loro, l'importante e capire con chi si ha a che fare, il resto è semplice, basta dimostrarsi degni di fiducia, devi rivelarti un amico, e quando la preda sarà nelle tue mani, sfruttala e consumala fino all'osso, fin quando ci sarà da guadagnarci.
Poi la caccia si può rivelare anche un ottimo sistema di difesa o addirittura di offesa, non capisco proprio quei folli che amano tanto scontrarsi in campo aperto con le spade, che senso ha affrontare in modo tanto avventato il pericolo quando puoi benissimo nasconderti agli occhi del tuo nemico, sfinirlo senza farti vedere fino a quando in preda al nervosismo e alla rabbia tu lo colpirai con una freccia alle spalle...
Ecco, l'arco, anche questo mi ha insegnato mio padre, caspita per quanto lo detesti lo devo ringraziare, è sempre stato un ottimo tiratore e un buon maestro.
In quanto a mia madre, bhe, lei mi ha fatto nascere e mi ha accudito fino a quando non ho iniziato a usare la mia testa, il suo dovere l'ha fatto, ma ormai non ha più molta utilità. E' sempre stata troppo buona, anche dopo l'ultima lite con papà e la mia decisione di andarmene, ha tentato di trattenermi e quando aveva capito che era inutile ha insistito perchè portassi con me gran parte delle monete di cui disponevamo, che alla fine non sono molte, ma sufficienti per allontanarmi il più possibile da loro.
probabilmente quando accusarono mia madre di avermi concepito con il demonio, e che io fossi la sua prole, non avevano tutti i torti, ho trattato i miei genitori come oggetti ormai troppo vecchi per essere riutilizzati, devo averli fatti soffrire in maniera spropositata, ma non mi interessa. Dopotutto sono abituati alle sofferenze; chi mi ha raccontato la storia... non ricordo bene, forse qualche vicino; pare che quando mia madre era in cinta di me si ammalò molto gravemente, delirava giorno e notte, aveva febbre e allucinazioni, non è mai stata una donna molto resistente, poi ci mancavano solo gli ignoranti e i superstiziosi, subito ad accusarla di essere indemoniata, di avere evocato il diavolo e di aver avuto un rapporto con lui... ah si, Progenie del Demonio ecco come mi è stato riferito che mi definirono. In quel villaggio non c'era più posto per noi, mio padre non guadagnava più un soldo e così si sono trasferiti. Da quel che ho saputo da mia madre, si è rimessa pochi giorni dopo la mia nascita, grazie anche alle cure che ha ricevuto nel nuovo villaggio, abitanti meno ignoranti e più esperti in campo medico, anche se la fonte della malattia è la sua natura sono ancora ignote.
Basta, devo evitare di pensare a loro, rischio di cambiare idea e tornare a vivere come una nullità; no, ho obbiettivi molto migliori per il mio futuro, un giorno tutti sapranno chi sono, senza potermi riconoscere alla vista, diventerò una di quelle leggende, le cui avventure si raccontano nelle taverne per intrattenere la gente. Diventerò ricco e rispettato, è magari acquisterò la fama di immortale, eheh... sto fantasticando troppo. Di sicuro un giorno diverrò qualcuno, ci vuole pazienza, la mia caccia è appena iniziata, e le prede sono tante.

Il giovane continuava a camminare, un piccolo sorriso, o meglio quasi un ghigno comparve sul suo volto, poi rituffandosi nei pensieri *sono l'esempio vivente del detto "l'abito non fa il monaco", ma gli esseri viventi sono così ingenui e le loro menti cosi vulnerabili, sono certo che la mia strategia produrrà molti frutti...*

Danel aveva abbandonato la sua famiglia il giorno precedente, era cresciuto con una mentalità completamente differente da quella dei genitori e totalmente incompatibile, la madre non aveva avuto nessun rapporto col demonio o simili, ma probabilmente la mano nera dell'inganno e della meschinità aveva cullato il giovane per i suoi primi vent'anni di vita e ora lo aveva spinto nel mondo per utilizzare e affinare le sue tecniche.
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