Bloodlands PbEM

Magnifico gioco di ruolo in formato Play by E-Mail...giunto al suo quarto anno di attività!
 
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 Caratteristiche

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AutoreMessaggio
Erik il Rosso
Locandiere ciccione
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Numero di messaggi : 380
Età : 43
Localizzazione : Lucca
Data d'iscrizione : 14.09.07

Scheda PG
Punti esperienza:
7/100  (7/100)
Health Points:
0/133  (0/133)
Magic Points:
0/394  (0/394)

MessaggioOggetto: Caratteristiche   Sab Set 22, 2007 8:50 am

nome: MARWEN
razza : elfica
sesso : F
professione : druido
età :26 anni secondo il computo umano
allineamento: neutrale buono

aspetto : Marwen è alta 1,71 m con lunghi capelli ondulati castano scuro. Ha occhi verde chiaro e una corporatura snella e molto agile nei movimenti. La sua carnagione è molto chiara e tendente al rosato.
Marwen indossa una tunica da druido bianca, di un particolare tessuto che tiene caldo l’inverno e fresco l’estate. Calza gli stivali silvani in fibra naturale, ma resistente come la pelle animale conciata. Porta con sé un bastone di frassino bianco intagliato con rune e con incastonata sulla sommità una grossa sfera d’ambra, che ha al suo interno il fiore di Amis, ormai estinto da millenni.
Porta i capelli parzialmente raccolti in trecce sulla nuca e fermati con un fermaglio lavorato, ricavato dalla corteccia di sughero.

carattere : Marwen è un’elfa molto dolce ed estremamente sensibile, attenta a tutto quello che avviene attorno a lei. È caparbia e forte, equilibrata ed armoniosa, anche se spesso ha delle crisi di insicurezza e dei momenti in cui diventa improvvisamente taciturna e facilmente irascibile. Normalmente è molto allegra ed estroversa, ama la natura e gli animali e fa di tutto per proteggerli e per prendersene cura. È socievole e ama il contatto con gli altri. È curiosa ed ha una spiccata intelligenza.

storia : Marwen è principessa, figlia di due reali elfi che furono catturati da un esercito di elfi oscuri che attaccarono il loro reame quando lei era ancora molto piccola (tre anni umani). Marwen sa della loro cattura e scomparsa (non ne fu accertata la morte perché i corpi dei due reali non furono mai trovati) grazie al nonno, che la mise in salvo insieme ad un piccolo gruppo di elfi appartenenti alla loro comunità, trovando nascondiglio in una grotta segreta. Il castello e la comunità furono tutti distrutti dall’orda degli elfi oscuri e il piccolo gruppo superstite si rifugiò nel folto della foresta, nascondendosi per sicurezza alla vista di qualsiasi creatura.
Marwen cresce protetta dall’affetto del nonno ed educata alla conoscenza della natura, delle erbe e dei loro segreti, degli animali e della loro cura. Marwen ama la natura e la natura ama lei.
In un tiepido mattino di primavera la comunità elfica riceve la visita di un gruppo di druidi umani, il cui capo, Gentyr, è un amico di vecchia conoscenza del nonno di Marwen. Il gruppo si ferma alcuni giorni ospite della comunità elfica e Gentyr approfondisce la conoscenza con Marwen e capisce subito il grande potere che la ragazza, con un’adeguata preparazione, ha e potrebbe imparare ad usare. Gentyr decide che Marwen deve divenire una sua adepta e ne parla col nonno. Convocata, Marwen viene messa a conoscenza dei progetti che entrambi hanno su di lei e la giovane elfa decide che è pronta ad affrontare la dura preparazione e una nuova vita. Il mattino dopo lascia la sua comunità per seguire il gruppo dei druidi.
Il viaggio è molto lungo, perché la foresta in cui il gruppo dei druidi si è stabilito è lontano dal luogo di origine di Marwen.
Negli anni che seguono Marwen, sotto la guida di Gentyr, impara ad incanalare la sua energia magica, ad educarla, ad incanalarla, divenendo sempre più affine con la natura.
Un giorno, mentre camminava nel bosco in cerca di radici medicamentose, scorse in lontananza un gruppo di goblin che, dopo aver accerchiato un bellissimo lupo, lo aveva ferito a morte per impossessarsi del suo prezioso manto e giocava con la povera bestia agonizzante. Marwen,accecata dalle lacrime, corse nella radura vicina a cercare aiuto dai druidi che raccoglievano altre erbe. Tornati indietro, questi misero in fuga i meschini goblin, che per la fretta lasciarono la loro preda straziata sul tappeto erboso, la cui vita ormai era fuggita via. Marwen ancora sconvolta dalla crudezza della scena si sedette su un masso e da dietro un cespuglio sentì provenire sommessi guaiti. Quando andò a sbirciare scoprì un piccolo cucciolo di lupo impaurito rannicchiato e tremante. Lo prese in braccio e guardandolo negli occhi scoprì, nella loro profondità una fierezza e un coraggio sconcertanti e una luce che da quell’istante la legò a doppio filo all’animale. Lo prese con sé e lo curò dalle ferite invisibili che il distacco precoce dalla mamma gli aveva causato, riversando in lui lo stesso affetto che suo nonno aveva avuto per lei. Lo chiamò Jarem, che in elfico significa speranza luminosa. Da quel momento il lupo divenne l’ombra di Marwen.
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